Ci sono incontri che non sono casuali. Sono passaggi necessari.
L’incontro con il Maestro Silvio Craia rappresenta uno di quei momenti fondamentali nel mio percorso artistico: un’esperienza fatta di confronto, condivisione e crescita, in cui l’arte si è aperta a una dimensione più ampia, collettiva e spirituale.
Gli eventi e i progetti realizzati insieme si muovono tra arte contemporanea e ricerca sul sacro, attraversando temi profondi come la memoria, il perdono, il pellegrinaggio interiore. Dalle esperienze legate a “I Fumi Cotti” fino alle raccolte di arte sacra contemporanea, il lavoro si sviluppa come un percorso articolato, fatto di tappe, di visioni condivise, di linguaggi che si intrecciano.
Progetti come “Il cielo può perdonare tutti i giorni”, “Da Maria a Maria”, “Le Croci” e “Pellegrini per Amore” costruiscono una narrazione che supera la singola opera per diventare esperienza.
https://www.ilcaffeletterario.org/arterutapuuc/silvio-craia-il-dialogo-tra-arte-fede-e-terra-la-cosa-piu-bella-che-possiamo-sperimentare-e-il-mistero-esso-e-la-sorgente-di-tutta-la-vera-arte-e-la-vera-scienza-a-einstein/
In questo contesto, la mia ricerca si confronta con una dimensione più profonda:
la materia incontra il simbolo, il gesto si apre alla spiritualità.
Non si tratta di illustrare il sacro, ma di attraversarlo.
https://www.ilcaffeletterario.org/arterutapuuc/la-raccolta-della-croci-del-m-silvio-craia-con-il-giubileo-della-donna/
Queste esperienze hanno contribuito a definire una parte essenziale del mio lavoro:
la capacità di stare dentro il dialogo, senza perdere la propria identità.
Perché è proprio nell’incontro che l’arte trova nuove possibilità.
Ed è nella condivisione che diventa esperienza autentica.








