“Oratoria per la Pace”: un incontro tra arte visiva, teatro e memoria storica, in cui la forza delle parole si intreccia con il linguaggio delle immagini per dare vita a un’esperienza collettiva intensa e profondamente contemporanea.
Il progetto, curato dal Prof. Luca Filipponi, attraversa alcuni dei discorsi più significativi della storia contemporanea: da John Fitzgerald Kennedy a Martin Luther King, da Nelson Mandela a Madre Teresa di Calcutta, fino ai grandi appelli alla pace, alla libertà e ai diritti civili che hanno segnato il Novecento. In questo contesto, le opere degli artisti diventano scenografia viva dei monologhi e delle interpretazioni teatrali. La pittura non accompagna semplicemente la parola: la amplifica.
Il mio contributo artistico nasce proprio da questa relazione.
Le opere realizzate per “Oratoria per la Pace” dialogano con il tema del muro, del confine, del superamento. La materia pittorica si trasforma in tensione emotiva e simbolica, evocando divisioni storiche ma anche la possibilità di oltrepassarle.
I lavori legati al discorso di John Fitzgerald Kennedy a Berlino Ovest — “Abbattere un muro” — e “Il pianto del muro” si inseriscono in questo percorso come riflessione sul limite e sulla libertà.
Non un’immagini illustrative, ma una presenza visiva capace di restituire il peso della storia e, allo stesso tempo, la necessità del cambiamento. “Oratoria per la Pace” mette al centro un’idea fondamentale: l’arte può ancora essere spazio di coscienza civile.
In un tempo attraversato da conflitti, frammentazioni e perdita di memoria, il progetto restituisce valore all’ascolto, alla parola pubblica e alla responsabilità culturale. Per me, partecipare a questa esperienza ha significato portare la pittura fuori dalla dimensione individuale per inserirla in un dialogo più ampio, condiviso, umano. Perché l’arte non serve a decorare il presente.
Serve a interrogarlo. E, qualche volta, anche a cambiarlo.
