Il gesto che supera il limite
Ci sono momenti nella ricerca artistica in cui non è più possibile restare in equilibrio.
Bisogna scegliere: restare o andare oltre. “Audacia” nasce esattamente da questo punto di rottura.
Non è solo il titolo di una mostra, ma una dichiarazione di intenti.
Presentata a Spoleto, negli spazi dell’Hotel Clitunno, la personale segna una fase precisa del mio percorso: quella in cui il colore smette di essere controllo e diventa energia. Il giallo e il blu dominano la scena, ma è nella loro tensione che si aprono nuove possibilità: il verde come sintesi vitale, il rosso come impulso, come attraversamento.
La pittura si fa materia. La spatola non è più strumento, ma estensione del gesto. Ogni segno è deciso, necessario. Non decorativo. Non compiacente. Dentro ogni tela si compie un superamento: tecnico, espressivo, umano.
“Audacia” è il momento in cui il fare artistico incontra la consapevolezza. Non si tratta più di sperimentare, ma di affermare.
Nel mio lavoro, questo passaggio coincide con una presa di posizione chiara: la pittura come atto vivo, come campo di trasformazione. Il colore non descrive, ma accade. Si stratifica, si oppone, si mescola fino a trovare una propria verità.
